Apprendere e studiare per Mappe

E’ un progetto per la scuola italiana che vuole aiutare a realizzare una vera Didattica Inclusiva, utilizzando le Mappe Concettuali, insieme a strumenti informatici specifici e alle Lavagne Interattive Multimediali (LIM) e alle dotazioni tecnologiche delle aule scolastiche, per migliorare la qualità dell’apprendimento di tutti gli studenti, inclusi gli alunni in situazione di disabilità o svantaggio, con DSA e Bisogni Educativi Speciali.

I destinatari del progetto sono le classi dei docenti che desiderano far evolvere il proprio metodo didattico utilizzando facili strumenti offerti dalle TIC.

1000 classi
Il progetto 1000 classi digitali è rivolto a docenti, formatori ed educatori che oggi devono confrontarsi quotidianamente con classi di studenti che appartengono ai cosiddetti nativi digitali, bambini e ragazzi cresciuti in un mondo radicalmente diverso da quello dei loro insegnanti e che hanno assunto modalità e stili di apprendimento notevolmente diversi da quelli delle generazioni che li hanno preceduti. La classica lezione frontale è diventata inadeguata in queste classi e poco coerente con gli stili d’apprendimento degli allievi ed il libro cartaceo diventa insufficiente ad ottenere un buon grado di apprendimento.

Come non è pensabile chiedere agli insegnanti di diventare dei nativi digitali, allo stesso modo non è pensabile chiedere ai nativi digitali di adeguarsi a modalità poco adatte ai loro stili cognitivi.
Noi di Anastasis, che da 28 anni ci occupiamo di tecnologie e di inclusione scolastica, pensiamo che sia possibile introdurre strumenti di mediazione che permettano di costruire una sorta di “ponte generazionale” nel comune obiettivo dell’apprendere bene, senza escludere nessuno.

Partendo da questo abbiamo individuato nell’apprendimento attraverso le mappe concettuali e cognitive un punto di congiunzione concreto ed efficace e, attorno ad esso, abbiamo progettato e realizzato un sistema di strumenti informatici che, attraverso la creazione e l’utilizzo delle mappe e anche adoperando le LIM o i videoproiettori, consenta un’elevata e positiva interazione tra docenti e studenti, utilizzando l’Apprendimento Cooperativo e una vera Didattica Inclusiva per i Bisogni Educativi Speciali.

Nell’arco della durata del progetto raccoglieremo le esperienze e le buone prassi più interessanti per pubblicarle.

I nuovi strumenti tecnologici sono investimenti inutili se non vengono inseriti in un processo formativo completamente rivisitato.
In questo nuovo quadro, il ruolo del docente è anche quello di gestire la ricerca delle informazioni e lo scambio di opinioni tra i ragazzi che collaborano alla costruzione del tema specifico.
Cristiano Radaelli, presidente Anitec